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Il Micro Influencer Marketing negli ultimi anni è cresciuto a dismisura! Oggi, chiunque abbia un prodotto, servizio, o anche solo un’idea da pubblicizzare, pone il suo primo (o quasi, dai!) pensiero verso il mondo del micro influencer marketing su Instagram per trovare la spintarella necessaria a far raggiungere in modo scoppiettante il proprio obiettivo.

Capito questo, lo step succesivo è conoscere, e sfruttare al meglio le efficienze offerte dai micro influencer. Infatti, brand quali Banana Republic o Daniel Wellington hanno fatto da apripista proprio in questo, puntando larga parte della loro strategia di advertising in questa direzione.

Insomma, come avrai capito il cammino di oggi ci porterà a scoprire chi sono i micro influencer, e come possono aumentare esponenzialmente il ROI delle tue campagne di Marketing. Ready, steady, goooo!

Chi sono i Micro Influencer ? 

Partiamo dalle basi: su Instagram, viene definito a grandi linee come micro influencer un utente che abbia un numero di seguaci compreso tra 1.000 e 100.000.  

Il motivo per cui il mercato dei micro influencer è in così alta crescita è semplice: questi “influenzatori seriali” non sono persone percepite come irraggiungibili, bensì come persone comuni.

Persone di cui fidarsi senza malizia, a cui il consumatore si sente vicino, e non subisce il fascino della star! La chiave sta proprio in questo: trasformare una campagna di Marketing in un “passaparola” tra amici.

Ogni chiunque voglia vedere una prodotto sia online che offline ha ben chiaro che empatizzare con il potenziale acquirente,  instaurando un legame stretto e duraturo, è la chiave verso una vendita di qualità.

Ed è proprio in questo che il micro influencer marketing è imbattibile! Vediamo ora di capire per filo e per segno i vantaggi più nello specifico!

I benefici del Micro Influencer Marketing

Facciamo per un solo momento un piccolo rewind: Il vantaggio principale di lavorare con influencer di qualsiasi taglia è la possibilità di ottenere in un batti baleno tre cose:

  • popolarità per il tuo brand;
  • nuovi follower, e quindi potenziali acquirenti;
  • importanti lead per le tue vendite;

… in numeri altissimi e in breve tempo! Chiaramente, maggiore è il numero di persone che raggiungi, maggiori sono i numeri di cui sopra, ma sicuramente anche il budget da avere per ottenere tale risultato!

Qui è dove i micro influencer entrano a gamba tesa: raggiungere 1 milione di persone con 1 influencer, ti costerà sempre di più che raggiungere le stesse persone con 100 micro influencer!

Ma non fraintendere, qui non stiamo parlando di semplici influencer low-cost: i micro influencer portano con sè anche altissimi livelli di efficienza, che adesso scopriremo con ordine insieme.

1. Reach non significa Engagement!

Infatti, studi come questoci fanno capire come l’engament potenziale di un account sia inversamente proporzionale al numero di follower. 

Ciò significa che al crescere del numero di follower di un account, il numero di persone che faranno interazioni con l’influencer cresceranno in termini assoluti, ma diminuiranno in termini percentuali.

Quindi, più follower hanno gli influencer che vogliamo attivare minore sarà l’engagement che genereranno per la nostra campagna! Questo è un punto fondamentale, in quanto a parità di follower (il famoso milione di prima), una campagna di micro influencer ci restituirà maggiore reach, engagement, e quindi a cascata maggiore ROI.

Inizi a capire che vaso di pandora stiamo aprendo?!

2. L’elemento vicinato

Come ho già cercato di far intendere, i classici colossi dell’influencer marketing soffrono ad oggi di due segreti, ma pesantissini problemi tecnici:

  • l’utente finale mette like e commenta in direzione dell’influencer, e non del brand pubblicizzato;
  • metto like e ti ammiro alla follia, ma non credo di poter mai davvero essere simile a te.

Questi due dettagli, apparentemente non fondamentali, hanno forti implicazioni sulla resa di una campagna Marketing con loro. Ovvero, molto engagement generato attraverso una campagna con influencer di grosso calibro è in realtà canalizzato sull’influencer stesso, e non sul brand pubblicizzato!

Al contrario, in quanto i micro influencer sono comunque dei comuni mortali nella vita di tutti i giorni, il “likatore” e commentatore riuscirà a percepire maggiormente il valore del prodotto pubblicizzato, creando una resa (e quindi maggiore ROI, e quindi meno costo per utente convertito) maggiore!

3. La qualità di chi raggiungi

Hai capito una cosa: con gli influencer classici vale la seguente regola magica di Archimede: + follower, – engagement, cioè paghi di più per avere meno!

Aimè, il problema non finisce qui, infatti i grandi profili sono followati in massa da tutti, in quanto appunto… stra famosi. Mi spiego meglio:

  • moltissimi follower sono fake;
  • molto spesso c’è il marasma: gente di tutte le nazionalità e con interessi più disparati.

Per capirci, non stiamo dicendo che i grandi influencer abbiamo profili di bassa qualità, tutt’altro! Ma chiaramente al crescere della popolarità, minore è il filtro di chi ha come follower, in quanto meno controllabile a monte.

Conseguenza per il tuo business: se vuoi raggiungere persone maggiormente in linea con quello che è il tuo cliente medio e ideale… canalizzare una campagna con tanti micro influencer di nicchia andrà molto di più in questa direzione.

Nuovamente, minor costo per utente convertito, e maggiore probabilità di convertire utenti! Hell yea!

Come misurare l’efficacia di una campagna di Micro Influencer?

Bene, ora che abbiamo capito come una campagna di micro-influencer ti permette di pagare meno in assoluto rispetto ad una campagna classica,  e sicuramente meno per utente raggiunto (aumentando al tempo stesso la resa!), capiamo come farne una.

Cioè, come scelgo i micro influencer? Quanti dovrei averne in portafoglio? Dove li scelgo? Come analizzo la qualità del loro profilo?

Woooow, slow down! Snoccioliamo tutti questi punti uno ad uno. Stai con me ancora un attimo, ne varrà la pena giuro.

1. Dipende dal tuo obiettivo!

Ogni campagna ha un obiettivo diverso: il primo step è quindi individuarlo per poter effettuare le azioni necessarie per un monitoraggio corretto e specifico. 

Per esempio, se il tuo obiettivo è la brand awareness dovrai usare metriche come reach e traffico per misurare il risultato della tua campagna.

Al contrario, se il tuo interesse unico è quello di generare maggiori lead, avere più click sui contatti della tua pagina Instagram sarà di centrale importanza e così via. 

Di seguito ti lascio un elenco dei principali indicatori con cui è possibile misurare l’efficacia delle tue campagne: 

  • Engagement rate – like, commenti, condivisioni …
  • Brand sentiment – la gente parla bene o male del tuo brand?
  • Foot traffic – aumento delle visite al tuo negozio fisico.
  • Website traffic  – aumento delle visite al tuo sito online.
  • Sales – lead, vendite.

Chiaramente, deciso l’obiettivo, bisogna capire due cose: come scegliere gli influencer a monte, e come analizzare le performance a valle durante ed a fine campagna. Per entrambi questi problemi, c’è una parolina magica….

2. Le Analytics fratello, le Analytics!

problema 1:

ma come li scelgo? quanti?

Per questo problema potremmo parlare per ore ed ore. Per non tediarti, vado dritto al punto: dobbiamo analizzare l’audience (cioè i follower) degli influencer. Chi segue un determinato micro influencer? Cerchiamo di capire se i suoi follower postano foto in linea con quello che intendiamo proporre.

In altre parole, cerchiamo di scegliere un influencer in base all’audience che ha, e non in base al profilo dell’influencer stesso!

Chiarito il come, per quanto riguarda il “quanti”  dipende dal numero di persone che vuoi raggiungere: in base a questo pensa a quanti influencer in modalità aggregata ti servono per raggiungere l’obiettivo. Hey, a Virality possiamo farlo per te!

problema 2:

… bellissimo! Ma monitorare 100 post al posto di 1 è estremamento più complesso, come faccio?

Come darti torto! Al crescere dei numeri cresce la qualità della nostra campagna, ma anche le complicazioni nel capire effettivamente come stia andando, quanti utenti stiamo davvero raggiungendo e così via.

Anche in questo caso il nostro consiglio è quello di affidarsi ai buoni dati del Marchino di Facebook e Instagram, con un pizzico di intelligenza di chi si intende di dati. Nuovamente, credendo fortemente in questo punto, Virality ha fatto di questo il proprio cavallo di battaglia.

Bene, finisce qui il nostro breve ma intenso viaggio all’interno del micro influencer marketing, sperando di averti acceso qualche lampadina e curiosità in più.

Cosa ne pensi, vorresti approfondire qualche punto? Scrivecelo nei commenti o in via privata, e saremo lieti di aiutarti su ogni fronte!

Buon marketing!!

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